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14 giugno 2018

Più di mille miliardi di dollari per la trasformazione digitale

Idc prevede che quest'anno nel mondo le aziende spenderanno 1.100 miliardi di dollari, quasi il 17% in più rispetto al 2017, per tecnologie e servizi capaci di trasformare radicalmente il business.

Si chiama Digital Transformation, ne sentiamo parlare da un po' e forse con quella mancanza di chiarezza che caratterizza un po' tutte le etichette linguistiche “di moda”. Ma è il caso di capire bene di che cosa si tratti, perché questo fenomeno movimenta ormai un business da oltre mille miliardi di dollari l'anno. Ammonta, infatti, a 1.100 miliardi di dollari la cifra che nel 2018, secondo le stime di Idc, le aziende di tutto il mondo spenderanno per tecnologie e servizi funzionali alla trasformazione digitale, ovvero a modificare il proprio modo di operare ottenendo radicali risparmi, efficienze e magari nuove strade da percorrere. La Digital Transformation non è dunque un generico processo di rinnovamento tecnologico, bensì implica un vero e proprio salto evolutivo o cambiamento del modello di business.

Gli 1.100 miliardi di dollari previsti per quest'anno (il calcolo è stato fatto esaminando 130 casi di aziende di vari settori e otto regioni geografiche) rappresenterebbero, se confermati, un incremento del 16,8% rispetto ai 958 miliardi spesi nel 2017. Gli scenari applicativi sono variegati: si va dalle soluzioni per la gestione del cliente all'edilizia smart, dai sistemi anti-frode sviluppati da banche e assicurazioni al marketing contestuale, dal monitoraggio in tempo reale degli assortimenti dei negozi all'uso della realtà aumentata e delle simulazioni di realtà virtuale in vari contesti. Più in generale, molti progetti ruotano intorno alla necessità di una gestione dei dati diversa dal passato.

Il digitale serve alle aziende sia per migliorare e ottimizzare l'esistente, sia per aprie nuovi orizzonti. Molte organizzazioni, spiega l'analista Craig Simpson, research manager del gruppo Customer & Insight Analysis di Idc, “sono ancora ai primi passi del proprio percorso di Digital Transformation, focalizzandosi sull'ottimizzazione interna dei processi esistenti e sull'efficienza. Andando verso stadi di sviluppo più maturi, ci attendiamo che le loro priorità e investimenti si spostino verso l'impiego della Digital Transformation per migliorare ulteriormente le operazioni e per creare nuovi prodotti e servizi”.

Chi fa da traino? Il comparto manifatturiero, nella somma di industria pesante e discreta, sarà responsabile di circa il 30% degli investimenti mondiali complessivi, oltre a essere il più fertile terreno di nuove idee e sperimentazioni. Dal punto di vista delle tecnologie, le categorie di spesa maggiori saranno le applicazioni, i servizi di connettività e i servizi It, mentre dal punto di vista delle destinazioni d'uso spiccano i progetti di ottimizzazione delle materie prime industriali, la gestione smart degli asset, i sistemi di autonomic computing (modo generico per indicare macchine e software capaci di operare in autonomia, riducendo al massimo l'intervento umano), l'innovazione e l'ottimizzazione della supply chain.

“L'impatto dell'industria manifatturiera è evidente in termini di casi d'uso e investimenti”, sottolinea Eileen Smith, program director Customer Insights & Analysis di Idc, “ma è chiaro anche che altri ambiti, come il retail e il settore delle costruzioni, spenderanno anch'ssi in modo aggressivo per raggiungere i propri obiettivi di Digital Transformation”. I tassi di crescita attesi nell'arco di un lustro saranno, rispettivamente, del 31,4$ e del 18,1% annuo.

Guardando più avanti nel tempo, con una previsione a cinque anni, Idc prefigura una forte crescita delle iniziative riguardanti le operazioni dell'edizilia (la spesa aumenterà in media annua del 38,4%), i veicoli connessi e a guida autonoma (+37,6% Cagr) e la gestione dei risultati clinici in medicina (+30,7%).

C'è per l'Italia una buona notizia, almeno sulla carta. Un altro studio condotto da Idc (“Future Culture: costruire una cultura di innovazione nell’era della trasformazione digitale”) condotto da Idc in collaborazione con Cornerstone OnDemand su oltre 1.900 intervistati di 14 Paesi, svela che nel nostro Paese solo il 7% delle aziende non ha ancora avviato alcun percorso di trasformazione digitale. La percentuale è non solo piccola, ma in calo rispetto al 9% rilevato da un'analoga indagine del 2017. Non mancano però i problemi: fra le aziende tricolore, la “ resistenza culturale al cambiamento” è stata indicata come primo ostacolo alla trasformazione, e a seguire sono emerse lamentele sui vincoli rappresentati dai sistemi It legacy, dalla mancanza di innovazione interna, dalla carenza di partnership e della difficoltà di reperire talenti e competenze. Quest'ultimo fatto, tuttavia, rappresenta ormai un cruccio solo per il 14% delle aziende coinvolte nello studio, mentre l'anno scorso la percentuale era quasi doppia (26%).

(Di Valentina Bernocco, Redazione IctBusiness.it)