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27 ottobre 2017

The Bridge traina la crescita di Piquadro

Un semestre molto positivo per Piquadro, che veleggia verso il traguardo dei 100 milioni di euro di ricavi annui. Nel periodo aprile-settembre (l’esercizio fiscale finisce con marzo) il fatturato è cresciuto del 36,9% a quasi 47 milioni. Fondamentale il contributo di The Bridge, storico marchio di pelletteria acquisito nel novembre 2016: nel semestre fiscale il fatturato è stato di 11,07 milioni, contribuendo per il 32% alla crescita del gruppo.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati di The Bridge, raggiunti in meno di un anno: il merito è delle ragazze e dei ragazzi dell’ufficio stile – commenta Marco Palmieri, fondatore, presidente e amministratore delegato di Piquadro – e della squadra al gran completo: in pochi mesi abbiamo fatto i piccoli grandi cambiamenti che servivano nella catena produttiva, nella distribuzione e nella comunicazione. A chiusura dell’esercizio fiscale 17-18 l’ebitda potrebbe già essere positivo». Bene anche Piquadro: il fatturato è salito del 4,5% , grazie all’approccio multicanale: le vendite dei Dos (negozi a gestione diretta) sono cresciute dell’8,8%, quelle wholesale, parti al 46,8% del totale, sono aumentate del 2 per cento. Balzo dell’e-commerce, che per il solo marchio Piquadro è salito del 23,5 per cento.

«Per The Bridge la partenza è stata a razzo – sottolinea Palmieri nella sua colorita parlata bolognese –. In pochi mesi, le vendite online sono già arrivate quasi al 4% del totale. Sono però un fiero sostenitore del retail fisico e credo che anche i più giovani siano insoddisfatti da troppo virtualità e comincino a cercare esperienze più “reali”, nello shopping e non soltanto».

L’interesse di Palmieri per i giovani, il futuro, l’innovazione, è alla base del Piquadro MyStartUp Funding Program: «Abbiamo invitato a mandarci progetti in qualche modo collegati alla nostra attività di pellettieri. Il bando scade il 30 ottobre e siamo vicini ai cento progetti – spiega l’amministratore delegato –. A breve inizieremo a esaminare ogni proposta e forse mi farò aiutare da mio figlio, che studia all’estero ma è già un mago delle tecnologie. Ci sono moltissime buone idee e altrettante start up in Italia, in ogni settore. Piquadro vuole essere un incubatore mettendo al servizio le competenze specifiche che un acceleratore “generalista” non può avere».

(di Giulia Crivelli, Redazione Il Sole 24 Ore)