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16 maggio 2018

Quanto sono digitali le imprese italiane? L’Osservatorio Fatturazione Elettronica (Polimi) indaga

Nel 2016 le imprese connesse a fornitori e clienti con strumenti digitali erano 120mila, e l’Osservatorio aveva quantificato anche le Extranet attive, gli utenti EDI e molte altre informazioni sull’integrazione B2B in Italia. Oggi anche alla luce dell’imminente obbligo di Fatturazione Elettronica tra privati, un aggiornamento è fondamentale: al via due indagini, una sulle PMI e una sulle grandi imprese

L' Osservatorio Fatturazione Elettronica & eCommerce B2B del Politecnico di Milano, studia – da oltre dieci anni – il livello di digitalizzazione delle imprese italiane, sia grandi aziende che PMI, ponendo l’attenzione sulle barriere all’adozione di tali soluzioni, sui benefici che ne derivano e sulle priorità di investimento future, così da fornire a tutte le aziende, di qualunque dimensione, un riferimento e suggerimenti concreti per migliorare il proprio posizionamento digitale.

L’analisi su tutte le fasce dimensionali è particolarmente importante perché il sistema economico italiano è costituito prevalentemente da micro imprese.

Delle oltre 5 milioni di Partite IVA attive in Italia, sono infatti circa 3,2 milioni le imprese individuali.

Le micro imprese (da 2 a 9 dipendenti, secondo la definizione del Decr. Min. 18 aprile 2005) sono 1,5 milioni. Le piccole e medie imprese (PMI), tra 10 e 249 dipendenti, sono 250.000, mentre le grandi imprese (da 250 addetti in su) sono solamente 4500.

Il digitale è, oggi, un fattore imprescindibile per la competitività di ognuna di queste imprese ed è una leva indispensabile per migliorare i processi in termini di efficienza e di efficacia. Per cogliere appieno le opportunità che i nuovi strumenti abilitano è però necessario conoscerli e governarli.

Digitalizzare nell’ambito del Business to Business (B2B) significa dematerializzare i documenti, passare da una gestione analogica a una gestione elettronica integrata delle diverse informazioni operative e strategiche (informazioni legate alla previsione della domanda, alla gestione delle scorte, condivisione dei principali documenti tecnici nel workflow di progetto, dati di vendita, disponibilità di capacità produttiva, ecc.). Inoltre, proiettando l’approccio al di fuori dei confini aziendali, digitalizzare in ottica B2B significa ragionare e lavorare in una prospettiva di filiera, grazie al coinvolgimento dei partner di business.

La fotografia del 2016: 120mila “imprese digitali”

A quanto ha rilevato l’Osservatorio Fatturazione Elettronica nel 2016, l’uso delle tecnologie digitali a supporto dei processi aziendali non è ancora totalmente pervasivo. Sono circa 120.000, in crescita del 20% rispetto all’anno precedente, le imprese in Italia che utilizzano strumenti digitali a supporto delle relazioni con i partner commerciali grazie a strumenti di eSupply Chain Execution (principalmente Extranet e EDI).

Sono 430 le Extranet attive in Italia utilizzate per lo scambio dei principali documenti del Ciclo dell’Ordine (prevalentemente ordini e fatture). Circa il 60% delle Extranet supporta gli acquisti, mentre il 40% supporta le vendite. Soltanto 12.000 imprese, invece, utilizzano l’EDI che, nel 2016, ha consentito lo scambio di oltre 150 milioni di documenti (per lo più ordini, fatture e documenti di trasporto).

Ancora limitato è l’utilizzo della tecnologia a supporto di progetti collaborativi tra i partner di business di una medesima Supply Chain. Pochi grandi attori scambiano con i propri clienti e/o fornitori informazioni “strategiche” in aggiunta a quelle più propriamente “operative”. C’è interesse per le collaborazioni nei processi di marketing e comunicazione (adottate dal 30% delle imprese), meno nello sviluppo di nuovi prodotti (14%). Eppure, i benefici delle soluzioni digitali per la collaborazione sono importanti, sia in termini di riduzione del capitale sia di incremento del livello di servizio.

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(Di Claudio Rorato, Redazione Digital4.biz)