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02 febbraio 2018

L'online conquista anche il lusso: nel 2025 inciderà sulle vendite per il 19%

Il digitale ha sempre più peso nello shopping di lusso. Le vendite online di luxury good (abbigliamento, accessori e beauty), che nel 2016 hanno toccato quota 20 miliardi (8% su un totale di 254 miliardi), da qui a sette anni sono destinate a conoscere un boom, arrivando a 74 miliardi (19%), un quinto del totale (383 miliardi). A ipotizzarlo è uno studio di McKinsey.

Secondo l'indagine i cambiamenti delle abitutidini di acquisto dei Millennials stanno impattando con forza anche sulle strategie dei big del lusso, che dopo anni di diffidenza stanno implementando gli investimenti sul web e rivedendo le politiche di distributive, al fine di assecondare consumatori ormai in perenne surfing fra online e offline.

«La maggior parte dei luxury consumer - spiega la ricerca - segue ora un viaggio misto online-offline, cercando consigli sui social media o dai blogger prima di entrare in negozio. Quelli che comprano in maniera tradizionale si fermano ormai al 22%».

Un comportamento assodato per i Millennials, ma che sta plasmando progressivamente anche gli over 50, assottigliando sempre di più le differenze fra queste due generazioni: i Baby Boomer trascorrono su Internet quasi il tempo dei più giovani (16,4 ore alla settimana contro 17,5) e, anche se usano un po' meno i social, il 75% di loro è comunque connesso.

Non soprendono quindi le ultime grandi manovre nel settore luxury, volte a conquistare altre fette nella torta dell'online: in primis quella dell'elvetica Richemont, che all'inizio di questo mese ha lanciato un'Opa da 2,7 miliardi sulla totalità delle azioni Ynap.

Un comparto che, metabolizzata l'idea dell'omnicanalità, come spiegano gli esperti di McKinsey, deve ora cominciare a studiare quella del cosiddetto «reverse omnichannel», dove è lo store fisico a integrare ladigital experience.

(di A.t., Redazione FashionMagazine.it)