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16 aprile 2018

Boom dell’e-commerce in Italia, vale 24 miliardi di euro

La crisi ha chiuso 63mila negozi, ma aumentano i consumatori online. Una guida di Confcommercio per i negozianti: ecommerce una opportunità.

Sessantatré mila negozi chiusi dal 2008. Abbigliamento e oggetti per la casa i generi che hanno sofferto di più. Colpa della crisi, soprattutto. Ma anche del cambio di abitudini dei consumatori che sempre più preferiscono lo shopping online a quello nei «negozi fisici». Una tendenza che fa raddoppiare in soli 4 anni l’e-commerce anche in Italia portandolo nel 2017 al 6% del totale delle vendite con una crescita media annua del 19 per cento. Un giro d’affari, spiega uno studio di Confcommercio, che vale 24 miliardi di euro. E che però può anche aiutare i negozi «fisici».

Il successo dell’ecommerce

Sempre più negozi al dettaglio si stanno «aprendo» alle vendite online, anche perché, come sottolinea Confcommercio, i consumatori di shopping online non sono solo giovani ma sempre più si allarga la fascia di età verso l’alto, dai 25 ai 55 anni, ma «decisamente non marginale anche tra gli over 65 e, per le dinamiche demografiche, destinato a crescere anche nelle fasce d’età più elevate, mano a mano che gli attuali grandi utilizzatori invecchieranno». Turismo (31%) e prodotti di informatica (22%) ed elettronica restano i settori più scelti per gli acquisti online, seguono libri, musica e film (11%). Solo il 5% per l’abbigliamento.

«Integrare negozi online e tradizionali»

«Ma il commercio online e quello tradizionale - dice il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli - devono integrarsi: servono regole uguali per tutti per poter competere ad armi pari, stesse regole e stesse tasse a partire dalla web tax». Ecco perché Confcommercio presenta il volume Il negozio nell’Era internet, realizzato da Fabio Fulvio Responsabile Settore Politiche per lo Sviluppo Confcommercio-Imprese per l’Italia. «È una sorta di bussola per i commercianti - dice Fulvio - per far conoscere loro le opportunità dei nuovi strumenti del mondo digitali, da conoscere e sfruttare al meglio», perché «il futuro è l’integrazione tra il retail e l’online, l’uno aiuta l’altro».

Vendite ancora offline

Anche perché, spiega ancora Fulvio, «non esiste un consumatore che compra esclusivamente online o nei negozi, perché compra un po’ qua e un po’ là, a seconda del momento». E basti pensare comunque che in Europa ancora l’85-90% delle vendite sono offline, anche in Paesi dove l’ecommerce ha preso piede da tempo, come la Gran Bretagna dove raggiunge appena il 19% delle vendite totali. Negli Stati Uniti la percentuale è del 15% e in Cina, patria del colosso di vendite online Ali Baba, gli acquisti sul web sono solo il 14% del totale.

(Di Chiara Voltattorni, Redazione CorriereEconomia.it)